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\title{Brevi note biografiche\\
       di alcuni politici italiani}
\date{}
\author{}
\begin{document}

\maketitle
\tableofcontents

\chapter{Silvio Berlusconi}

\section{Un primo, fugace incontro con la giustizia}
Nel 1983 la Guardia di finanza, nell'ambito di un'inchiesta su un 
traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di 
Silvio Berlusconi. Nel rapporto si legge: 
\begin{quote}
``\`E stato segnalato 
che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico 
di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre 
regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse 
speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda 
avvalendosi di societ\`a di comodo\dots''. 
\end{quote}
L'indagine non accert\`o nulla di penalmente rilevante e nel 
1991 fu archiviata. 

\section{La prima condanna}

La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un 
tribunale \`e del 1990: la Corte d'Appello di Venezia lo dichiara 
colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a 
proposito della sua iscrizione alla loggia massonica P2. 
ma il reato \`e coperto dall'amnistia appena varata dal 
governo.


\section{Tangenti alla Guardia di Finanza}

Berlusconi \`e accusato di aver pagato tangenti a 
ufficiali della Guardia di Finanza, per ammorbidire i controlli 
fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Mediolanum, 
Videotime, Telepi\`u). In primo grado \`e condannato a 2 anni e 9 mesi 
per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti 
generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti 
generiche: cos\`\i\ scatta la prescrizione per tre tangenti. 
Per la quarta (Telepi\`u), l'assoluzione \`e concessa con formula 
dubitativa (comma 2 art. 530 cpp). La Cassazione, nell'ottobre 2001, 
conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, 
Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state 
pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, 
seppur richiamando l'insufficienza di prove.

\section{Tangenti a Craxi (All Iberian 1)}

Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi (\`e la pi\`u 
grande tangente mai pagata a un singolo uomo politico in Italia),
passati attraverso la societ\`a estera All Iberian, in primo grado 
\`e condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi 
lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. 
La Cassazione conferma.

\section{Falso in bilancio (All Iberian 2)}

Berlusconi \`e stato indagato (anche sulla base di una 
voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 
64 societ\`a e conti \textit{off shore} del gruppo Fininvest 
(Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, ha finanziato 
operazioni ``riservate'' (ha scalato societ\`a quotate in 
Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; 
ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, 
acquisendo il controllo di Telepi\`u e Telecinco; ha pagato 
tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 
miliardi di lire data a Craxi attraverso la societ\`a 
All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha 
spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 
2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi \`e stato 
chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha 
cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando 
i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una 
contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione 
del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono 
diventati 4). Cos\`\i\ il giudice per le indagini preliminari 
nel febbraio 2003 ha chiuso l'inchiesta: negando l'assoluzione, 
poich\`e Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, 
il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele 
Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo
di prosciogliere tutti i 25 imputati, poich\`e il tempo per il 
processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura 
ricorre in Cassazione, che all'inizio di luglio 2003 applica 
per la prima volta il ``lodo Maccanico'', decidendo la 
sospensione del processo per Berlusconi.

\section{Caso Lentini}

Berlusconi \`e stato rinviato a giudizio per aver deciso il 
versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del 
Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore 
Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si \`e concluso 
con la dichiarazione che il reato \`e prescritto, grazie alla 
nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.

\section{Medusa cinematografica}

Berlusconi \`e accusato di comportamenti illeciti nelle 
operazioni d'acquisto della societ\`a Medusa cinematografica, 
per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado \`e 
condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. 
In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in 
Cassazione.

\section{Terreni di Macherio}

Berlusconi \`e accusato di appropriazione indebita, frode 
fiscale e falso in bilancio per l'acquisto dei terreni 
intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado \`e assolto 
dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due 
falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello 
\`e confermata l'assoluzione per i due primi reati; \`e 
assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo 
si applica l'amnistia.

\section{Lodo Mondadori}

Berlusconi \`e accusato di aver pagato i giudici di Roma 
per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, 
che doveva decidere la propriet\`a della casa editrice. 
Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso 
l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La 
Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel 
giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi \`e ipotizzabile il 
reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in 
corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti 
generiche, il reato dunque \`e prescritto, poiché risale al 
1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, 
scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino 
sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, 
Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.

\section{Toghe sporche-Sme}

Berlusconi \`e accusato di aver corrotto i giudici 
durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato 
a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. 
Il processo di primo grado si è concluso (con condanne 
per Previti e Squillante) a Milano, dopo che la Cassazione 
ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o 
a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente 
per legge nell'ottobre 2002. Un'altra legge, 
il ``lodo Maccanico'', votata con urgenza nel giugno 2003, 
ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte 
cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma \`e 
stata bocciata dalla Corte costituzionale perch\`e 
incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi 
dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto 
provati i fatti di corruzione, ha prosciolto per prescrizione 
sui soldi pagati a Squillante e assolto per il resto, 
ma con il richiamo all'insufficienza di prove.

\section{Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest}

Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente 
del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti 
pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di 
Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato 
di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal 
Giudice dell'udienza preliminare.

\section{Tangenti fiscali sulle pay-tv}

Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a 
dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze 
per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per 
ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto 
l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.

\section{Stragi del 1992-1993}

Le procure di Caltanissetta e Firenze, indagano da molti 
anni sui ``mandanti a volto coperto'' delle stragi del 
1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). 
Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e 
Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono 
state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) 
e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano per\`o indagini per 
concorso in strage contro ignoti e i decreti d'archiviazione 
hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.

\section{Mafia}

La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: 
concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio 
di denaro sporco. Nel 1998 l'indagine \`e stata archiviata p
er scadenza dei termini massimi concessi per indagare. 
Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di 
Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze. 
Dell'Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni 
per concorso esterno in associazione mafiosa, e questo getta 
ombre pesantissime su Berlusconi, che sarebbe stato messo 
da Dell'Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.

\section{Telecinco in Spagna}

Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili 
in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di 
frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge a
ntitrust spagnola, per avere detenuto occultamente il controllo 
di Telecinco, proibito dalle leggi antimonopolio. Sono ora 
in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore 
anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice 
Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di 
poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo \`e sospeso.




%%%%
%%%% ecco il secondo dei nostri eroi
%%%%

\chapter{Marcello dell'Utri}

\section{Biografia}
Conseguita la maturit\`a classica a Palermo, compie dal 
1961 a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza 
presso l'Universit\`a Statale. Qui conosce Silvio Berlusconi. 
Nel 1964, a 23 anni, lavora come segretario per Berlusconi, 
che sponsorizza il Torrescalla, piccola squadra di calcio di cui 
Dell'Utri \`e allenatore.

Successivamente (1965) si trasferisce a Roma, dove dirige per 
un paio di anni il Gruppo Sportivo ELIS nel quartiere 
Tiburtino - Casal Bruciato, presso il Centro internazionale 
per la giovent\`u lavoratrice, nato nel 1964 per volont\`a di 
Papa Giovanni XXIII e gestito dall'Opus Dei.

Torna poi (1967) a Palermo, dove opera di nuovo come direttore 
sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo; durante questa 
esperienza, per sua esplicita ammissione, conosce Vittorio 
Mangano e Gaetano Cin\`a.

Dopo tre anni (1970) inizia a lavorare per la Cassa di Risparmio 
delle province siciliane a Catania e l'anno seguente (1971) 
viene trasferito alla filiale di Belmonte Mezzagno. Dopo due 
anni (1973) viene promosso alla direzione generale della 
Sicilcassa a Palermo, servizio di credito agrario.

L'anno seguente (1974) torna a Milano per lavorare presso 
l'Edilnord, su richiesta di Silvio Berlusconi, per il quale 
svolge anche la mansione di segretario; segue in particolare i 
lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, dopo che 
Berlusconi l'ha acquistata ad un prezzo di favore dalla 
marchesina Annamaria Casati Stampa (di cui Cesare Previti 
era il tutore legale).

Il 7 luglio porta nella villa di Arcore Vittorio Mangano che 
viene assunto da Berlusconi nel ruolo di stalliere. Mangano 
\`e un giovane mafioso, divenuto successivamente esponente 
di spicco del clan di Porta Nuova a Palermo, e in quel periodo 
ha gi\`a a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, 
nonch\'e una diffida risalente al 1967 come 
``persona pericolosa''. Dopo l'arresto di Mangano sia 
Berlusconi che Dell'Utri hanno dichiarato ai carabinieri di 
non essere a conoscenza delle sue attivit\`a criminali.

Il 24 ottobre 1976 Dell'Utri si trova insieme a Vittorio Mangano 
e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese 
Antonino Calderone, al ristorante ``Le Colline Pistoiesi'' di Milano.

Nel 1977 si dimette da Edilnord e viene assunto alla Inim di 
Rapisarda, che ha relazioni con personalit\`a di spicco della 
mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Diventa poi 
amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che 
dopo pochi anni va in bancarotta fraudolenta.

Nel 1980 la Criminalpol di Milano, nell'ambito di un'indagine 
di droga, intercetta una telefonata tra Mangano e Dell'Utri. 
In questa telefonata, divenuta celebre, Mangano parla di 
un ``cavallo'' e propone a Dell'Utri di entrare nell'affare. 
Il defunto giudice Borsellino aveva affermato in 
un'intervista\footnote{Per il testo si veda il sito:
\texttt{www.terzoocchio.org%
/intervista\_paolo\_borsellino.php}}\,\footnote{per il video si veda il sito: 
\texttt{www.youtube.com/watch?v=YVQ1kmOOBrw}}:
\begin{quote}
``S\`\i, tra l'altro questa tesi dei cavalli - che vogliono 
dire droga - \`e una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza 
istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto \`e 
che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo 
per traffico di droga.''
\end{quote}

Tuttavia, nella fattispecie, non emersero nel corso 
del processo a Dell'Utri elementi sufficienti a stabilire se 
il cavallo, di cui Mangano parlava al telefono, fosse un cavallo 
vero o se si trattasse di droga.

Il 19 aprile dello stesso anno \`e a Londra, dove partecipa 
al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, pi\`u comunemente 
chiamato Jimmy Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico 
di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada. Nel 1982 inizia 
come dirigente la sua attivit\`a in Publitalia '80, la societ\`a 
per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, di cui diventa 
Presidente e Amministratore Delegato. Un anno dopo (1983), 
nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro 
la mafia dei casin\`o, viene trovato nella residenza del boss 
mafioso catanese Gaetano Corallo. Nel 1984 viene promosso 
ad amministratore delegato del gruppo Fininvest.

Nel 1992 (gennaio-febbraio) Vincenzo Garraffa, ex senatore 
del Partito Repubblicano Italiano e presidente della 
Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss trapanese 
Vincenzo Virga (poi latitante e condannato per omicidio oggi 
in carcere): ``Mi manda Dell'Utri'', dice il boss venuto a 
riscuotere un presunto credito in nero preteso da Dell'Utri. 
L'episodio, denunciato da Garraffa, \`e stato accertato dal 
tribunale di Milano, che nel maggio 2004 ha condannato 
Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione in primo 
grado, e confermando la condanna in appello nel 2007.

Nel 1993 fonda Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi. 

Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver 
inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia.

Nell'aprile 1996, mentre \`e imputato a Torino per false 
fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, 
Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento.
Dal 1999 \`e parlamentare europeo e nelle elezioni politiche del 2001 
viene eletto (nel collegio 1 di Milano) Senatore della Repubblica.

Nel 1999 viene condannato definitivamente---sentenza passata 
in giudicato---per frode fiscale e false fatture con una pena di 
2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto 
parlamentare europeo e nel 2001 Senatore della Repubblica. 
Come senatore ha ricoperto, tra le altre, la carica di Presidente 
della Commissione per la Biblioteca del Senato, di cui attualmente 
\`e membro.

\`E presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato e 
della Fondazione \textit{Il Circolo del Buon Governo}. Nel 1999 fonda 
la rete nazionale di associazioni culturali \textit{Il Circolo}, nati 
con l'intento di essere un'area di libero scambio del pensiero 
liberale e giunti ad avere pi\`u di 3000 sedi distribuite su 
tutto il territorio nazionale e nel 2001 \`e membro del comitato 
scientifico che organizza la settima edizione della 
``Città del libro'', rassegna nazionale degli editori, 
a Campi Salentina (Lecce).

Nel 2002 fonda il settimanale di cultura ``Il Domenicale'', 
direttore Angelo Crespi, di cui \`e tuttora l'editore.

L'8 febbraio 2007 Letizia Moratti, sindaco di Milano, 
lo nomina direttore artistico del prestigioso Teatro Lirico, 
provocando le proteste inferocite di Vittorio Sgarbi.

L'11 febbraio 2007 Dell'Utri annuncia di aver ricevuto dai 
figli di un partigiano deceduto (di cui si rifiuta di rivelare 
il nome) cinque presunti diari manoscritti da Benito Mussolini, 
contenenti appunti dal 1935 al 1939. Alcuni storici come Francesco 
Perfetti si esprimono in favore dell'autenticit\`a, altri come 
Giovanni Sabatucci, Valerio Castronovo e Denis Mack Smith si 
esprimono al riguardo con scetticismo. Pochi giorni pi\`u 
tardi L'Espresso annuncia che uno studio smentirebbe 
l'autenticit\`a dei diari.

Nel 10 settembre 2007 entra nel consiglio d'amministrazione 
del gruppo editoriale \textit{E Polis}, che pubblica 15 quotidiani 
free-press in tutta Italia e diventa presidente della concessionaria 
di pubblicit\`a, denominata Publiepolis spa. Nel febbraio 2008 
dopo appena cinque mesi, si dimette in maniera irrevocabile 
da entrambi gli incarichi.

A pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008, in un'intervista 
rilasciata a Klaus Davi, afferma che Vittorio Mangano \`e 
stato ``un eroe, a modo suo'' perch\'e, mentre era in carcere 
(dal 1995 al 2000---anno di morte---per molteplici reati), avrebbe 
rifiutato---nonostante ripetute pressioni---di fare dichiarazioni 
contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione.
Nel corso della stessa intervista dichiara anche che 
``se eletto far\`a di tutto per avviare la revisione dei libri 
di storia'', a cominciare dal periodo della Resistenza.



\section{Procedimanti giudiziari}
\subsection{False fatture e frode fiscale}
Condannato in Cassazione per false fatture e frode 
fiscale a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando 
la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) a Torino.

\subsection{Tentata estorsione}
\`E stato condannato in primo grado a Milano a due anni di 
reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa 
(imprenditore trapanese), con la complicit\`a del boss Vincenzo 
Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte 
d'appello di Milano conferma la condanna a due anni\footnote{%
Confermata in appello condanna Dell'Utri per tentata estorsione 
su Reuters.it - 15 maggio 2007}

\begin{quote}
``(\dots) \`E significativo che Dell'Utri, anzich\'e 
astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia 
decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale 
avrebbero potuto consentirgli, sempre nell'indimostrata 
ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), 
ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili 
conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra 
e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un 
industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di 
stare tranquillo)''
\end{quote}	

Il 10 Aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto 
l'annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni 
inflitta al parlamentare Marcello Dell'Utri, ritenendo 
``inutilizzabili'' alcune dichiarazioni accusatorie. 
La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la 
richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio 
ad altra sezione. 

\subsection{Concorso esterno in associazione mafiosa}
\begin{itemize}
\item Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni 
che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo.
\item Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio 
Dell'Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno.
\item In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha 
condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con 
l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il 
senatore \`e stato anche condannato a due anni di libertà 
vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici 
e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) 
alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
\end{itemize}

Nel testo che motiva la sentenza\footnote{Dossier sentenza Dell'Utri
su \texttt{www.narcomafie.it}} si legge:
\begin{quote}
``La pluralit\`a dell'attivit\`a posta in essere da Dell'Utri, 
per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, 
volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al 
mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, 
alla quale \`e stata, tra l'altro offerta l'opportunit\`a, 
sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto 
con importanti ambienti dell'economia e della finanza, 
cos\`\i\ agevolandola nel perseguimento dei suoi fini 
illeciti, sia meramente economici che politici.  
\end{quote}

\subsection{Calunnia pluriaggravata}
Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni 
pentiti, \`e stato successivamente assolto dopo che in primo 
grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa 
avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti 
per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri 
imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose 
l'arresto (per un'azione, come giudic\`o poi il tribunale 
d'appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell'Utri 
nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò.

Il giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto
Marcello Dell'Utri, ``per non avere commesso il fatto'' 
in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura 
penale, dall'accusa di calunnia aggravata, era stato 
accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, 
per screditare tre collaboratori di giustizia che lo 
accusavano nel processo per concorso esterno in associazione 
mafiosa.

La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.

\subsection{Lapsus sulla vicenda giudiziaria}
Durante l'intervista rilasciata a \textit{Moby Dick} l'11 marzo 
1999 Marcello dell'Utri ha affermato:
\begin{quote}
``Come disse giustamente Luciano Liggio, se esiste 
l'antimafia vorr\`a dire che esiste pure la mafia. Io non sto 
n\'e con la mafia, n\'e con l'antimafia. Almeno non con 
questa antimafia che complotta contro di me attraverso 
pentiti pilotati.''
\end{quote}
ed in conclusione di programma fece una gaffe:
\begin{quote}
``\`e chiaro che io, purtroppo, essendo 
mafioso\footnote{Video su YouTube del lapsus di Dell'Utri ``\`E 
chiaro che io essendo mafioso'':\\ 
\texttt{www.youtube.com/watch?v=t7QsxTeYEKo}}\dots cio\`e, 
essendo siciliano\dots
\end{quote}

Su questo fatto il pentito Giusto Di Natale, afferm\`o durante 
il pro\-ces\-s\-o a Dell'Utri (1 marzo 2004):
\begin{quote}
``Diciamo che a quel tempo eravamo in carcere e tutti si 
aspettavano una bella uscita del dottore Dell'Utri. Dopo 
l'intervista---che \`e andata male perch\'e\dots o almeno 
cos\`\i\ pensavano in carcere che aveva fatto una figuraccia 
con quei lapsus freudiani e con il dire allora che lui non 
sapeva se esisteva la mafia---l'indomani, quando si stava 
cercando di commentare questa situazione, insomma, si era 
sparsa la voce che a nessuno era permesso di commentare 
quell'intervista. (\dots) questa situazione arriv\`o dai 
Galattolo, se non sbaglio c'era pure il dottore Guttauro 
(Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio).''
\end{quote}

\chapter{Cesare Previti}

\section{Biografia}

Nato in Calabria, \`e cresciuto a Roma, dove diviene avvocato.

Previti collabora presto con Silvio Berlusconi e, essendo amministratore 
della piccola orfana nobile lombarda Casati Stampa, nel 1974 favorisce 
la cessione di villa San Martino ad Arcore allo stesso Berlusconi.

In seguito Previti lavora per Fininvest, guadagnando la reputazione 
di avvocato molto efficiente.

Nel 1994, da esponente di Forza Italia, Previti diviene senatore e 
Berlusconi, ottenuto l'incarico di formare un governo, tenta di farlo 
nominare Ministro di Grazia e Giustizia, ma trova l'opposizione del 
Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, quindi Berlusconi 
lo propone per il Ministero della Difesa, carica che Previti ottiene 
e conserva dal maggio al dicembre 1994 (e per interim fino al gennaio 
1995).

Eletto deputato alla Camera, sempre per Forza Italia, nel 1996 e nel 
2001, si trova al centro di un numero crescente di vicende giudiziarie 
relative a illeciti commessi in qualit\`a di avvocato di Fininvest. 
\`E stato nuovamente proclamato deputato della Repubblica Italiana 
il 21 aprile 2006 in seguito alla sua elezione nella circoscrizione 
XV (Lazio 1) per Forza Italia. Il 31 luglio del 2007, la Camera dei 
Deputati si riunisce per discutere la relazione della Giunta delle 
elezioni nella quale si proponeva di annullare, per motivi di 
ineleggibilit\`a sopravvenute (in seguito alla condanna per il 
processo IMI-SIR di interdizione perpetua dai pubblici uffici), 
l'elezione del deputato Previti. Durante il dibattito Previti 
comunica in extremis di voler rassegnare le proprie dimissioni. 
L'assemblea ha sospeso l'esame della proposta della Giunta delle 
elezioni per discutere ed accogliere con voto segreto le dimissioni.

Dal 29 agosto 2007, Previti, pu\`o svolgere servizi sociali 
anzich\'e stare agli arresti domiciliari per la disposizione del 
tribunale di sorveglianza di Roma. Come attivit\`a potr\`a svolgere 
il servizio di consulente legale al Centro italiano di solidariet\`a 
(Ceis) dalle 7 alle 23.

\section{L'affare ``Villa S. Martino'' ad Arcore}

Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa 
di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare 
lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San 
Martino ad Arcore, con quadri d'autore, parco di un milione di 
metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, 
centinaia di ettari di terreni. La Casati \`e assistita da un 
pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti, che \`e pure un amico di 
Berlusconi, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e 
dirigente di una societ\`a del gruppo (la Immobiliare Idra). 
Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi 
e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo 
irrisorio (secondo alcuni corrispondente a meno di un terzo 
di valore del mercato, secondo Previti invece un giusto prezzo, 
considerata la necessit\`a di provvedere al restauro di alcune 
parti dello stabile). Per giunta, il pagamento non avviene in 
contanti, ma in azioni di alcune societ\`a immobiliari non quotate 
in borsa, cos\`\i\ che, quando la ragazza si trasferisce in 
Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una 
carrettata di carta. A quel punto, Previti e Berlusconi offrono 
di ricomprare le azioni, ma alla met\`a del prezzo inizialmente 
pattuito.

Una sentenza del Tribunale di Roma, nel 2000, ha assolto gli autori 
del libro "Gli affari del presidente", che raccontava l'imbarazzante 
transazione.

\section{Processo SME}

Nel 2000 Previti, candidato per Forza Italia, viene messo 
sotto inchiesta per la corruzione di giudici del tribunale 
di Roma nel 1985, per far rigettare i ricorsi giudiziari del 
gruppo CIR nell'ambito della vicenda SME, i quali se accolti 
avrebbero danneggiato la cordata composta da Barilla, Ferrero 
e Fininvest.

Il 22 novembre 2003, dopo molti rinvii (comunque ininfluenti 
nel computo della prescrizione), il processo giunge alla 
sentenza di primo grado, in cui Previti viene condannato a 
5 anni di reclusione, a fronte di una richiesta da parte 
dell'accusa di 11 anni.

Il 2 dicembre 2005 la Corte d'Appello di Milano emette la 
sentenza di secondo grado, riconoscendolo colpevole di 
corruzione semplice e confermando la condanna di primo grado 
a 5 anni di reclusione.

Infine, il 30 novembre 2006 la Corte Suprema di Cassazione 
annulla entrambe le precedenti sentenze di merito relative al 
processo SME emesse dal tribunale di Milano, per incompetenza 
territoriale, ritenendo la commissione del fatto corruttivo 
verificatosi in Roma. Viene quindi disposto il trasferimento 
degli atti al tribunale di Perugia competente a giudicare i 
reati di competenza ordinaria del tribunale di Roma nei quali 
siano per\`o coinvolti magistrati della capitale; peraltro, 
essendo il termine di prescrizione fissato per aprile 2007 
\`e molto probabile che il processo verr\`a dichiarato prescritto.

\section{Processo IMI-SIR}

La sentenza di primo grado, emessa dalla IV sezione penale del 
Tribunale di Milano il 29 aprile 2003 lo ha riconosciuto colpevole.

Il 4 maggio 2006 la Cassazione esprime il verdetto definitivo, 
condannando Previti a 6 anni di detenzione per l'accusa di 
corruzione nell'ambito del processo IMI-SIR.

Il giorno successivo, Previti afferma di essersi dimesso 
dalla carica di parlamentare e si presenta al carcere di 
Rebibbia, dove viene recluso. Il 10 maggio, dopo soli 5 giorni 
di carcere, ottiene la detenzione domiciliare, usufruendo 
della legge ex-Cirielli (detta anche salva-Previti), varata 
dal governo Berlusconi in carica, secondo la quale non \`e 
prevista la detenzione negli istituti carcerari per un 
ultrasettantenne, purch\'e non sia stato dichiarato delinquente 
abituale, professionale o per tendenza n\'e sia stato mai 
condannato.

La sentenza di Cassazione relativa al processo SME, che ha 
riconosciuto l'incompetenza territoriale del tribunale di 
Milano, nasce da presupposti identici a quelli del processo 
IMI-SIR, che prese origine dallo stesso fascicolo. Dunque 
tale sentenza potrebbe avere ripercussioni anche sulla vicenda IMI-SIR.

\subsection{Liceit\`a della carica di deputato}

In base alla sentenza di primo grado del processo IMI-SIR, 
Previti \`e stato condannato all'interdizione perpetua dai 
pubblici uffici, pena accessoria lasciata intatta dalla 
sentenza d'appello e confermata in via definitiva il 
4 maggio 2006 dalla VI sezione della Corte di Cassazione.

Poich\'e il deputato Previti, al mese di luglio 2007, non 
ha mai presentato le sue dimissioni, \`e stato riconosciuto 
compito della Camera deliberare sulla sua deposizione dalla 
carica di deputato. Il 9 luglio 2007 la giunta per le elezioni 
della Camera, con il voto contrario dei rappresentanti 
dell'opposizione, ha approvato la proposta di decadenza, 
da sottoporre entro 20 giorni al voto dell'aula per la decisione 
finale.

La proposta di decadenza era in calendario per essere votata 
il 31 luglio del 2007, ma prima che la votazione avesse 
inizio, il deputato forzista Elio Vito ha letto una dichiarazione 
di Previti che annunciava le proprie dimissioni. A questo punto 
la Camera dei Deputati non ha pi\`u votato la decadenza del 
deputato, ma le sue dimissioni; queste sono state accettate 
con 462 voti favorevoli, 66 voti contrari e 6 astenuti.

\section{Processo lodo Mondadori}

Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Cassazione 
ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per 
Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado. 
Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza 
del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte di appello di Roma 
(relatore ed estensore della sentenza il giudice Vittorio 
Metta, anche lui condannato) dava la maggioranza della 
Mondadori a Silvio Berlusconi era frutto di corruzione. 
La sentenza di appello del processo Mondadori a carico di 
Previti, confermata dalla Cassazione, dice esplicitamente che 
il Cavaliere aveva ``la piena consapevolezza che la sentenza 
era stata oggetto di mercimonio''. 
Del resto, ``la retribuzione 
del giudice corrotto \`e fatta nell'interesse e su incarico 
del corruttore'', cio\`e di Silvio Berlusconi. Il denaro 
adoperato per la corruzione proviene dal conto All Iberian, 
che, secondo i suoi stessi avvocati, era un conto personale 
di Berlusconi. Berlusconi, nel processo per il lodo Mondadori 
era stato prescritto avendo ottenuto le attenuanti generiche, 
ma il reato era stato costatato, n\'e lo stesso Silvio 
Berlusconi aveva deciso di rinunciare alla prescrizione per 
essere assolto nel merito. A seguito di questa sentenza 
l'imprenditore Carlo De Benedetti, a cui la sentenza di 
Metta port\`o via la Mondadori, ha annunciato che chieder\`a 
il risarcimento di un miliardo di euro.

\section{Altri procedimenti giudiziari}

L'11 dicembre 2006 viene stabilita la data di un nuovo 
processo per calunnia a carico di Previti e di Giacomo 
Borrione, presidente del Comitato Nazionale per la Giustizia 
(organismo vicino a Forza Italia in Umbria). La vicenda 
riguarda una querela rivolta dai due presso il tribunale 
di Brescia contro i magistrati del tribunale di Milano, 
accusandoli di aver nascosto prove dell'innocenza di Silvio 
Berlusconi e altri imputati per la vicenda ``toghe sporche''. 
In seguito all'indagine risultata nel proscioglimento dei 
magistrati, \`e stata disposta l'apertura di un fascicolo 
a carico di Previti e Borrione per il reato di calunnia, 
che ha portato al rinvio a giudizio di Previti con sentenza 
del Gip Eliana Genovese in data 16 novembre 2007.


\begin{thebibliography}{999}
\bibitem[BGT]{lib3} Gianni Barbacetto; Peter Gomez; Marco Travaglio, \emph{%
Mani sporche} Chiarelettere, 2007.
\bibitem[Bo]{Gbo} Giorgio Bocca, \emph{Piccolo Cesare}, Feltrinelli, 
Milano, 2002.
\bibitem[FdA]{fda} Floriano de Angeli (a cura di), \emph{Berlusconi 1: 
gli inizi misteriosi, i compari della P2, gli amici di Tangentopoli, 
i soci ambigui, i collaboratori chiacchierati}, Biblioteca e 
Centro di Documentazione di Mafia Connection, Groppello Cairoli, 1993
\bibitem[GT]{lib2} Peter Gomez; Marco Travaglio, \emph{Lo chiamavano 
Impunit\`a}, Editori Riuniti.
\bibitem[VT] {lib1} Elio Veltri; Marco Travaglio, \emph{L'odore dei soldi}  
Editori Riuniti.
\bibitem[WKP] {wk} Wikipedia, Enciclopedia in rete. 


\end{thebibliography}
\end{document}
