\documentclass[12pt, a4paper]{article}

\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphics}

\title{Primi passi in \LaTeX}
\author{}
\date{}

\begin{document}

\maketitle

\section{Prime notizie}
\LaTeX\ \`e un linguaggio di ``markup'' usato per la preparazione 
di testi basato sul programma di composizione tipografica \TeX. 
\TeX\ venne creato alla fine degli anni '70 dal matematico/informatico
Donald Knuth. \LaTeX \ venne 
creato nel 1985 dal matematico/informatico Leslie Lamport.

Al contrario dei ``word processor'', quali ad esempio
\emph{Microsoft Word}, \emph{WordPerfect}, \emph{Works}, che sono 
basati sul paradigma WYSIWYG (What You See Is What You Get, 
cio\`e ci\`o che vedi \`e quello che ottieni), 
con \LaTeX\ si scrive un testo preoccupandosi essenzialmente del 
contenuto (della struttura) e non della forma. Il testo del documento, 
detto sorgente, conterr\`a anche delle istruzioni 
(direttive o comandi di \LaTeX): per ottenere l'output finale 
\`e necessario che tale sorgente sia poi compilato.

Questo approccio viene anche definito WYSIWYM (What You See Is What You 
Mean, cio\`e ci\`o che vedi \`e quello che intendi): con 
\LaTeX\ l'autore inizialmente pu\`o occuparsi delle convenzioni da usare, 
ma una volta fissate queste, si pu\`o concentrare soltanto sul 
contenuto del testo. L'impaginazione, l'indice 
(generale e analitico), l'inserimento delle figure e delle tabelle 
sar\`a semi-automaticamente curato da \LaTeX.

Il file sorgente va scritto con un editor di testi. Successivamente 
il file va compilato e si produce un file (di estensione \verb+.dvi+)
che pu\`o essere usato per visualizzare il risultato sullo schermo
del calcolatore o stamparlo. \LaTeX\ \`e un prodotto non 
commerciale, ma di pubblico 
dominio. Vi sono poi molti ambienti integrati che forniscono delle
interfacce pi\`u o meno accattivanti per elaborare testi in 
\LaTeX. 

\section{I mattoni}

Nel file di input (file sorgente) di un documento \LaTeX\ si 
usano \emph{solo} i seguenti caratteri: 
\begin{itemize}
\item le 26 lettere dell'alfabeto (maiuscole e minuscole);
\item le cifre \texttt{0}\dots \texttt{9};
\item i seguenti 16 caratteri: 
\begin{center}
\verb0. : ; , ? ! ` ' ( ) [ ] - / * @0
\end{center}
\item i seguenti 10 caratteri speciali (cio\`e che per \LaTeX\ hanno 
un significato speciale):
\begin{center}
\verb0# $ % & ~ _ \ { }0
\end{center}
\item i 5 caratteri:
\begin{center}
\verb0+ = | < >0
\end{center}
che sono prevalentemente utilizzati nelle formule matematiche;
\item lo spazio e l'\,``a capo''.
\end{itemize}

\section{Le prime costruzioni\dots}
\LaTeX\ prevede che un documento sia strutturato in 
\emph{unit\`a logiche}:
molti comandi di \LaTeX\ descrivono quello che si chiama 
la struttura logica del documento, 
cio\`e il documento stesso, i capitoli, le sezioni, le 
sottosezioni, le tabelle, 
le single frasi, le parole e cos\`\i\ via fino ad arrivare alle 
singole lettere. \LaTeX\ \`e concepito in modo che l'utilizzatore
sia concentrato prevalentemente sul testo e non sulla struttura 
logica, della quale si preoccupa il programma.  
Ad esempio ci sono comandi per definire i capitoli (in un libro), 
le sezioni, le sottosezioni, ecc.\ ed \`e poi \LaTeX\ che decide
(salvo un intervento dell'utilizzatore) sull'aspetto grafico 
del testo: il font e le dimensioni da usare per 
i titoli dei capitoli, delle sezioni, delle sottosezioni e 
la loro numerazione,  
come dividere in sillabe le parole, dove spezzare le righe
in modo da avere la giustificazione del margine destro\dots.

La fine di una parola \`e specificata con uno o pi\`u spazi. La fine 
di un paragrafo \`e ottenuto con una o pi\`u righe bianche. Per le
sottosezioni, sezioni e capitoli vedremo i comandi specifici.

\section{\dots e le prime pignolerire}
Ci sono 3 modi di fare ``il trattino'' in \LaTeX: si usa il carattere 
\verb0-0 una, due o tre volte. 
\begin{itemize}
\item Si usa \verb0-0 per scrivere due parole unite da trattino, 
come ad esempio: ``sub-normale'' (che si scrive \verb0sub-normale0);
\item Si usa \verb0--0 per indicare un ``range'' numerico: 
ad esempio ``pagg.\ 34--47'' (si scrive ``\verb+pagg. 34--47+'');
\item si usa \verb+---+ per i trattini parentetici (si dice cos\`\i?), 
come, tanto per fare un esempio---almeno spero---questo, che si scrive:\\ 
\verb+...esempio---almeno spero---questo+.
\end{itemize}
Le ``virgolette'' si fanno o con: \verb+`+ seguito da: \verb+'+
o con: \verb+``+ seguito da: \verb+''+. Esempi: `ciao' e ``ciao''
(che si scrivono, rispettivamente, \verb+`ciao'+ e \verb+``ciao''+).

Talvolta \`e spiacevole il modo in cui \LaTeX\ va ``a capo''. Ad 
esempio la frase ``\dots a pagina~3 abbiamo visto che \dots'' sarebbe
spiacevole se fosse scritta: 
\bigskip

\begin{minipage}{12em}
``\dots\hspace{\fill}%
\dots\hspace{\fill}\dots\hspace{\fill}a pagina\\
3 abbiamo visto che \dots''
\end{minipage}

\bigskip
\noindent
In questo caso si usa il carattere speciale: \verb+~+ al posto 
dello spazio, quindi si scrive: 
``\verb+a pagina~3 abbiamo visto che+''. L'effetto \`e:

\bigskip
\begin{minipage}{12em}
``\dots\hspace{\fill}%
\dots\hspace{\fill}\dots\hspace{\fill}a pagina~3\\
abbiamo visto che \dots''
\end{minipage}
\bigskip

\noindent
quindi ``\verb+~+'' si comporta esattamente come uno spazio (\verb*+ +), 
ma dice a \LaTeX\ di non usare quello spazio per spezzare la riga. 


\section{Simboli speciali e primi comandi}
I simboli \verb+$ & % # _ { }+ hanno un significato speciale 
in \LaTeX, se quindi devono essere scritti in un testo, 
vanno preceduti 
dal simbolo \verb+\+. Ad esempio: per scrivere 100\$ si scrive: 
\verb+100\$+. Altri caratteri che hanno un significato speciale
sono: \verb+~ ^ \+. Per ottenere questi si usa, ad esempio, 
il comando \verb+\verb+ che sar\`a spiegato in seguito.

Ecco ora alcuni comandi (detti anche ``direttive'')
che generano del testo e, a fianco, il loro effetto:
\begin{center}
\begin{tabular}{|l|l|} \hline
Comando  & Effetto (descrizione)\\ \hline
\verb+\today+  & \today\ (data odierna)\\
\verb+\LaTeX+  & \LaTeX\ (logo di \LaTeX)\\
\verb+\TeX+  & \TeX\ (logo di \TeX)\\
\verb+\ldots+ & \ldots\ (puntini di sospenzione)\\
\verb*+\ +  & \ (uno spazio)\\ \hline
\end{tabular}
\end{center}

I comandi di \LaTeX\ finora visti consistono di una barra obliqua
(\verb+\+), seguita da uno o pi\`u caratteri. 
Molti altri comandi consistono invece di una barra obliqua, 
seguita da una stringa di caratteri e uno o pi\`u argomenti (racchiusi
tra parentesi graffe). Ad esempio: 
\begin{center}
\begin{tabular}{|l|l|} \hline
Comando  & Descrizione/effetto \\ \hline
\verb+\textit{argomento} +  & \textit{Scrive l'argomento in italico}\\
\verb+\textsl{argomento} +  & \textsl{Scrive l'argomento inclinato}\\
\verb+\textsc{argomento} +  & \textsc{Scrive l'Argomento in 
             ``Maiuscoletto''}\\
\verb+\textbf{argomento} +  & \textbf{Scrive l'argomento in ``grossetto''}\\
\verb+\texttt{argomento} +  & \texttt{Scrive l'argomento nei caratteri 
              della}\\
               & \texttt{macchina da scrivere}\\
\verb+\emph{argomento} +  & \emph{Scrive l'argomento 
                ``enfatizzato'' (solitamente}\\
               & \emph{enfatizzato = italico)}\\ \hline
\end{tabular}
\end{center}

\subsection{Significato dei simboli speciali}
Il simbolo \verb+%+ ha due utilizzi: pu\`o essere usato per 
inserire un commento (tutti i caratteri che seguono \verb+%+ fino 
alla fine della riga sono ignorati nella compilazione), oppure
pu\`{o} essere usato per finire una riga senza produrre uno spazio 
nell'output. Ad esempio, scrivendo: \\
\verb+... precipitevoli%+\\
\verb+ssimevolmente...+\\
si ottiene ``precipitevolissimevolmente'' (e non 
``precipitevoli~ssimevolmente'', come invece succederebbe se non avessimo 
usato il \verb+%+). 

Il simbolo speciale \verb+$+ si usa per scrivere formule matematiche, 
(di pi\`u in seguito).  

Il simbolo \verb+&+ serve per scrivere array e tabelle (di pi\`u in 
seguito). 

Il simbolo \verb+#+ si usa nell'ambito della definizione di nuovi
comandi (per indicare la presenza di un argomento---di pi\`u
in seguito).

Le parentesi graffe \verb+{ }+ si usano per racchiudere opportunamente
del testo.

\section{Formule - primi passi}
Quando in un testo ci sono formule matematiche, \LaTeX\ prevede 
particolari opzioni. Le formule che compaiono nel mezzo di 
una frase vanno inserite entro due simboli di dollaro (\verb+$+). 
Ad esempio: \\
"Sia $x$ un numero reale e sia $y = x + 1$" \\
va scritta:\\
\verb2Sia $x$ un numero reale e sia $y = x + 1$2\\
Al posto dei due  segni di \verb+$+ si possono usare, in maniera 
del tutto analoga, rispettivamente, \\
\verb+\(+ e \verb+\)+\\ 
oppure, rispettivamente, \\
\verb+\begin{math}+ e \verb+\end{math}+.

\section{Il documento}
L'unit\`a logica principale \`e il documento stesso. La prima 
istruzione di \LaTeX\ \`e quindi quella che specifica il tipo 
di documento che si vuol produrre. Un documento \LaTeX\ comincia 
sempre con il comando: 
\verb+\documentclass{...}+
dove l'argomento pu\`o essere \verb+article+ o \verb+report+ 
o \verb+book+ o altro ancora. Ad esempio questo testo comincia con:\\
\verb+\documentclass{article}+\\
Per essere precisi, l'istruzione completa \`e:\\
\verb+\documentclass[12pt, a4paper]{article}+\\
poich\'e si possono usare varie opzioni. Eccone alcune: (il simbolo
\verb+|+ in questo caso indica un'alternativa)\\
\verb+10pt|11pt|12pt+ \\
(definisce le dimensioni di default del 
documento),\\
\verb+letterpaper|legalpaper|executivepaper|a4paper|a5paper|b5paper+\\ 
(definisce la formattazione dell'output delle dimensioni 
appropriate---esem\-pio: \verb+a4paper+
\`e $210\mathrm{mm} \times 297\mathrm{mm}$).\\
\verb+onecolumn|twocolumn+\\
(stabilisce se il testo va scritto in una o due colonne). \\
Alcuni esempi possono essere: 
\begin{verbatim}
\documentclass[twocolumn, a4paper, 12pt]{article}
\documentclass[10pt, b5paper]{book}
\documentclass[11pt, twocolumn]{report}
\end{verbatim}


Il testo di ogni documento deve cominciare poi con \verb+\begin{document}+
e finire con \verb+\end{document}+. Tra la direttiva 
iniziale \verb+\documentclass+
e \verb+\begin{document}+ ci possono essere varie istruzioni che 
costituiscono quello che si chiama il \emph{preambolo}. Nel preambolo 
non si scrive il testo del documento, ma
si forniscono alcune istruzioni di carattere generale che saranno
funzionali nel corpo del documento. Nel preambolo si 
inseriscono ad esempio comandi per aver accesso ad alcuni ``pacchetti'' 
della libreria: si usa l'istruzione 
\verb+\usepackage[opzioni]{nome pacchetto}+. Quindi per caricare 
il pacchetto \verb+graphics+ che aggiunge funzionalit\`a grafiche 
a \LaTeX\ si usa \verb+\usepackage{graphics}+; per caricare 
un pacchetto che istruisce \LaTeX\ a dividere in sillabe le parole 
secondo le regole della lingua italiana (e non inglese) si carica
il pacchetto \verb+babel+ con l'istruzione: 
\verb+\usepackage[italian]{babel}+

Solitamente un documento ha un titolo e un autore. Sia il titolo, sia
l'autore, sono informazioni che possono essere utilizzate pi\`u di
una volta (ad esempio il titolo potrebbe essere 
ripetuto in testa ad ogni pagina). Il modo ``pulito'' previsto da
\LaTeX\ per inserire autore e titolo \`e di inserire nel preambolo
le direttive: \verb+\title{...}+ e \verb+\author{...}+. Successivamente, 
\emph{dopo} l'istruzione \verb+\begin{document}+ si inserisce il 
comando \verb+\maketitle+. In questo modo viene stampato il titolo
con l'autore e in aggiunta la data (del giorno in cui viene 
compilato il file). Per inserire una data decisa da noi, basta aggiungere
nel preambolo la direttiva \verb+\date{...}+ dove nell'argomento, 
che pu\`o essere vuoto, si inserisce l'informazione voluta. \\
Un tipico esempio delle prime istruzioni di un documento \LaTeX\ 
potrebbe quindi essere quello mostrato in figura~\ref{inizioDoc}.
\begin{figure}
\begin{verbatim}
\documentclass[a4paper, 12pt]{book} 
%%%% inizio del preambolo

\usepackage[italian]{babel} % per la div. in sillabe
\usepackage{graphics} % aggiunge potenzialita' grafiche

\title{Dialogo dei Massimi Sistemi}
\author{Galileo Galilei}
\date{10 settembre 1624}
...
...
%%%% fine preambolo

\begin{document}

\maketitle
...
...
\end{document}
\end{verbatim}
\caption{Il tipico inizio un documento \LaTeX}
\label{inizioDoc}
\end{figure}

\section{Capitoli,  sezioni, sottosezioni\dots}
Un testo \`e composto da lettere che formano parole; le 
parole formano frasi; le frasi sono strutturate in paragrafi e 
i paragrafi costituiscono sezioni che a loro volta fanno parte
di capitoli. Questa struttura logica di un testo si rende in 
\LaTeX\ con vari comandi. Una parola \`e delimitata da 
uno spazio bianco o un comando di ``a capo''; un paragrafo 
\`e delimitato da una riga vuota; una sezione---nelle 
classi standard di \LaTeX\ che sono \texttt{article}, \texttt{report}
e \texttt{book}---\`e definita
dal comando \verb+\section{titolo}+ (una sezione pu\`o 
a sua volta contenere sottosezioni (comando \verb+\subsection{titolo}+), 
che possono contenere sottosottosezioni 
(comando \verb+\subsubsection{titolo}+), e cos\`\i\ via);  
un capitolo \`e definito dal comando \verb+\chapter{titolo}+
(non esiste nella classe \texttt{article}). 
Si noti che \LaTeX\ fornisce automaticamente una numerazione alle
``unit\`a logiche'' ora descritte.

\section{Materiale in esposizione}

Certe volte \`e necessario inserire nel testo una citazione, o scrivere
un elenco, o una poesia, inserire cio\`e del materiale che va 
evidenziato in qualche modo particolare. \LaTeX\ prevede alcune 
specifiche istruzioni. Ad esempio una citazione pu\`o essere racchiusa
tra un \verb+begin{quote}+ e un \verb+\end{quote}+. L'effetto 
\`e quello di scrivere il testo con entrambi i margini spostati. 

In questo esempio si \`e incontrato un tipo di costrutto di \LaTeX\
che \`e denominato \emph{environment} (ambiente) e che \`e
caratterizzato dalla sintassi: \\
\verb+\begin{nome} ... \end{nome}+\\
dove \verb+nome+ \`e l'ambiente specifico. Gi\`a si sono incontrati
due altri esempi di ambiente: l'ambiente \verb+document+ e l'ambiente
\verb+math+. 

Altri ambienti utili sono quelli relativi alle \emph{liste}. Ci sono
tre possibili casi: \texttt{enumerate}, \texttt{itemize} e 
\texttt{description}. I componenti di una lista vanno preceduti 
dall'istruzione \verb+\item+. \\
Ecco alcuni esempi (a sinistra il risultato, a destra l'input). Il primo 
esempio si riferisce all'ambiente \verb+enumerate+:

\medskip
\begin{minipage}[t]{0.40\textwidth}
Testo normale.
\begin{enumerate}
\item Primo elemento della lista;
\item Secondo elemento della lista;
\item Terzo elemento della lista.
\end{enumerate}
Riprende il testo normale.
\end{minipage}\hspace{2em} 
\begin{minipage}[t]{0.46\textwidth}  
\begin{verbatim}
Testo normale.
\begin{enumerate}
\item Primo elemento
della lista;
\item Secondo elemento
della lista;
\item Terzo elemento
della lista.
\end{enumerate}
Riprende il testo normale.
\end{verbatim} 
\end{minipage}  

\noindent
\hrule

\medskip
Il secondo esempio si riferisce all'ambiente \verb+itemize+:

\medskip
\begin{minipage}[t]{0.40\textwidth}
Testo normale.
\begin{itemize}
\item Primo elemento della lista;
\item Secondo elemento della lista;
\item Terzo elemento della lista.
\end{itemize}
Riprende il testo normale.
\end{minipage}\hspace{2em} 
\begin{minipage}[t]{0.46\textwidth}  
\begin{verbatim}
Testo normale.
\begin{itemize}
\item Primo elemento 
della lista;
\item Secondo elemento 
della lista;
\item Terzo elemento 
della lista.
\end{itemize}
Riprende il testo normale.
\end{verbatim} 
\end{minipage}  

\noindent
\hrule

\medskip
Infine, il terzo esempio si riferisce all'ambiente \verb+description+.
Si noti che in questo caso il comando \verb+\item+ viene usato con 
un argomento.

\medskip

\begin{minipage}[t]{0.40\textwidth}
Testo normale.
\begin{description}
\item[uno:] Primo elemento \ della lista;
\item[due:] Secondo elemento della lista;
\item[tre:] Terzo elemento della lista.
\end{description}
Riprende il testo normale.
\end{minipage}\hspace{2em} 
\begin{minipage}[t]{0.46\textwidth}  
\begin{verbatim}
Testo normale.
\begin{description}
\item[uno:] Primo elemento
della lista;
\item[due:] Secondo elemento
della lista;
\item[tre:] Terzo elemento
della lista.
\end{description}
Riprende il testo normale.
\end{verbatim} 
\end{minipage}  

\noindent
\hrule


\medskip
Le liste possono essere anche concatenate. 

\bigskip
Altro materiale che in un testo, soprattutto se matematico, 
pu\`o essere in qualche modo evidenziato, \`e quello relativo 
alle formule. \LaTeX\ fornisce due ambienti per evidenziare
formule: \verb+displaymath+ ed \verb+equation+. I due ambienti
si comportano in modo del tutto analogo, salvo che, nel secondo,
la formula scritta viene etichettata con un numero.
In alternativa a \verb+\begin{displaymath}+ e a \verb+\end{displaymath}+
si possono usare, rispettivamente, i comandi: \verb+\[+ e \verb+\]+. 
Se ad esempio nel file di input scriviamo (anticipando un po' di comandi 
che si analizzeranno in seguito): 

\begin{verbatim}
\begin{displaymath}
\int e^x\, dx = e^x + C
\end{displaymath}
\end{verbatim}
otteniamo la seguente formula scritta centrata:
\begin{displaymath}
\int e^x\, dx = e^x + C
\end{displaymath}
se invece scriviamo:
\begin{verbatim}
\begin{equation}
\int e^x\, dx = e^x + C
\end{equation}
\end{verbatim}
otteniamo lo stesso risultato, ma in pi\`u la formula viene numerata (con 
numeri progressivi):
\begin{equation}
\int e^x\, dx = e^x + C
\end{equation}

\subsection{Centrare o appoggiare al solo margine destro}
Gli ambienti: \verb+center+ e \verb+flushright+ 
servono per scrivere del testo centratoo, rispettivamente,
appoggiato a destra.\\
Ad esempio: 
\begin{verbatim}
\begin{center}
Questo testo\\
verr\`a tutto centrato\\
e scritto su tre righe
\end{center}
\end{verbatim}
L'effetto \`e:
\begin{center}
Questo testo\\
verr\`a tutto centrato\\
e scritto su tre righe
\end{center}
(Per andare a riga nuova con un testo centrato si usa il 
comando: \verb+\\+)
Analogamente: 
\begin{verbatim}
\begin{flushright}
Questo testo\\
viene scritto \\
su 5 righe\\
tutte appoggiate al margine\\
destro.
\end{flushright}
\end{verbatim}L'effetto \`e:
\begin{flushright}
Questo testo\\
viene scritto \\
su 5 righe\\
tutte appoggiate al margine\\
destro.
\end{flushright}

\subsection{Riportare del testo cos\`i come scritto in input}
L'ambiente \verb+verbatim+ permette di stampare il testo cos\`i come
viene scritto in input (in questo caso gli spazi e le righe bianche
contano).\\ 
Esempio: 
\begin{verbatim}
Il testo scritto   qui
       viene riportato  letteralmente
nell'elaborazione di \LaTeX. I comandi 
di \LaTeX non funzionano.


Lo si vede anche da questa riga: $\int_a^b f(x)\, dx$
\end{verbatim}
L'input \`e: 
\begin{verbatim}
\begin{verbatim}
Il testo scritto   qui
       viene riportato  letteralmente
nell'elaborazione di \LaTeX. I comandi 
di \LaTeX non funzionano...
\end{verbatim}
\verb+\end{verbatim}+
Infine, quando di devono scrivere alcuni caratteri nella riga di 
testo che devono essere riportati alla lettera, si usa il comando
\verb+\verb+ il cui argomento non \`e racchiuso tra parentesi graffe, 
ma tra due caratteri uguali, decisi volta per volta (che possono essere 
un qualunque carattere che non compare nell'argomento di \verb+verb+, 
tranne uno spazio, una lettera o \verb+*+). Ad esempio 
\verb+\end{document}+ si pu\`o 
scrive: \verb2\verb+\end{document}+2 (o, anche
\verb2\verb/\end{document}/2, oppure \verb2\verb:\end{document}:2).

\end{document}